Una mattina...

Un anno fa circa iniziavamo a confrontarci con un modo di pensare e vivere totalmente diverso. Abbiamo imparato ad usare anche parole nuove, fra tutte il termine lockdown è quello che maggiormente si è impresso nelle nostre coscienze. Ciascuno ha sfruttato o riabilitato proprie competenze per sfuggire alla clausura, occupare la mente, darsi una motivazione, superare insomma lo stato di immobilità a cui nessuno era abituato.

Abbiamo individuato on line un lavoro fotografico di Annalisa Mascolo, giovane fotografa altamurana, che ha usato appunto la fotografia per documentare la sua personale esperienza.

Annalisa ha pubblicato solo ora, a distanza di un anno, quelle immagini che aveva prodotto. Intanto come atto personale di preservazione della memoria, poi certamente come azione catartica, visto che dodici mesi dopo si è tornati pressapoco nella stessa situazione.

Le abbiamo rivolto alcune domande, e qui seguono le sue risposte. In fondo all’articolo poi alcune fotografie tratte dal suo lavoro.

PAF - Ciao Annalisa, raccontaci un po' di te. Com’è tuo rapporto con la fotografia e da dove nasce?

Annalisa - La fotografia ha sempre fatto parte della mia vita sin dai primi anni. Tutto ebbe inizio con una Kodak “usa e getta” utilizzata in quinta elementare durante una gita. Ho sempre ritenuto fosse un mezzo importante ed unico per fermare istanti di vita che non torneranno più. Da qualche anno è arrivata la curiosità e l’esigenza di viverla in maniera diversa. Ho cominciato a sperimentare i vari generi e mi sono appassionata alla ritrattistica.

PAF - Cos’è la fotografia per te

A. - La fotografia è il mio posto.

PAF - Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con le tue fotografie?

A. - Durante questa pandemia, in particolare nel lungo periodo del lockdown, mi sono sentita in dovere di lasciare testimonianza di quello che i miei occhi vedevano.

PAF -Come hai vissuto e vivi la fotografia in relazione alla pandemia?

A. - Semplicemente fotografo ciò che sento, seguo molto l’istinto e le emozioni del momento.

PAF - Quali autori influenzano maggiormente il tuo lavoro o percorso fotografico?

A. - Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Ferdinando Scianna, Vivian Maier, Francesca Woodman, Nicola Petrara… questi gli autori che influenzano i miei lavori e il mio percorso, ma sono continuamente alla ricerca di altri in quanto per me sono sempre una grande fonte di ispirazione. Ognuno di loro, consciamente e inconsciamente, lascia un segno nella mia fotografia.


“Una mattina mi son svegliata e ho trovato l’invasor”

fotografie di Annalisa Mascolo

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